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Viaggio nel mondo di Victor Zeta e i Fiori Blu alla scoperta del singolo Immigrant Cancion

 News pubblicata il 24/10/2017
 
 
 
 Ironico, divertente ma anche fortemente attuale per le tematiche che affronta nella sua musica, a distanza di quattro anni, torna sulle scene Victor Zeta e I Fiori Blu, con  brano "Immigrant Cancion" arricchito dalla partecipazione di Costel Lautaru dei Lautari din Rosiori, fisarmonicista rumeno che conferisce al brano un inconfondibile sapore balcanico. Il video girato tra la provincia di Napoli e quella di Bucarest è una rocambolesca fuga  dal sapore polizziottesco e fumettistico, ma leggendo tra le righe, anche la fuga è un viaggio che ti permette di conoscere nuove realtà. 
 
“Siamo tutti figli di un viaggio, più o meno lungo verso la vita, l'amore e la libertà” . Ed è questo che per Victor Zeta e Costel Lautaru da il senso del viaggio come leitmotiv fondamentale dell’evoluzione dell’essere umano e sintetizza il messaggio della canzone “Immigrant Cancion”.  Noi di Cheyenne Radio Sound abbiamo fatto un piccolo salto nel mondio di Victor Zeta, ecco la nostra cartolina in questa intervista. 
 
Iniziamo dal nome. Perché Victor Zeta  e i Fiori Blu?  E perché proprio il romanzo di Raymond Queneau? Qual è il filo rosso, o meglio blu, che lega la tua musica a quell'opera?
 
Victor Zeta è il mio nome d'arte, uno pseudonimo che ho scelto perché l'artista è solo un fingitore come il personaggio che presenta, se avessi voluto continuare a usare il mio nome anagrafico per come intendo le cose avrei continuato a fare il commercialista. Il romanzo dei Fiori Blu tradotto da Italo Calvino è stato un bel regalo di un mio carissimo amico a cui sono tutt'ora molto legato.

 
Quali sono i musicisti a cui hai fatto riferimento durante la tua formazione?
 
Ascolto di tutto e questo eclettismo spesso mi crea non pochi problemi anche nella scelta degli abiti di scena. MI piace il teatro canzone di Gaber, mi piace Buscaglione, Paolo Conte, Carosone, i grandissimi Avion Travel, oggi faccio questi nomi, la prossima volta ne farò altri.

 
Il cantautorato, l'ironia, il sound balcanico e tante influenze ska, si potrebbe parlare di world music ma non imbrigliamo la tua musica in un genere definito. Raccontaci solo che posto occupa il sound mediterraneo e quindi Napoli in questo contesto multiforme. 
 
Siamo partiti con uno stile folk ska, poi ci siamo affacciati sul mediterraneo per proseguire lungo i balcani fino alla Romania.La musica ha bisogno di un contesto di appartenenza e il mio è il mediterraneo, il mare in cui sono nato e in cui mi affaccio alla ricerca costante di me stesso, in continuo movimento.
 
Immigrant Cancion, il tuo ultimo singolo vede la ft di Costel Lautaru. Com'è nata questa collaborazione?
 
 Con Costel Lautaru ho un legame molto forte e lo considero il “fratello maggiore” che non ho mai avuto. Sono stato a casa sua a Rosiori de Vede, vicino Bucarest. Con lui suono musica balcanica e spesso sono stato suo ospite durante le sue serate e quando le condizioni lo permettono faccio altrettanto dividendo il palco con lui. Inoltre è venuto naturale coinvolgerlo in alcune tracce del nuovo disco.
 
 Nel brano Immigrant Cancion ci sono due dediche a due uomini scomparsi. Ci racconti chi sono? 
 
Due uomini scomparsi, due storie di libertà a cui volevo dare luce.
Antonio Angarella era un vero e proprio simbolo per Maddaloni, un uomo carismatico definito da chi gli voleva bene "Nu re libbero dinto a ‘na patria ‘e servi". Ci incontrammo a una mia serata a Maddaloni e mi fece i complimenti. Poi ci intrattenemmo a parlare di arte e di musica, gli dissi del brano e mi trasmise un amore profondo e viscerale per la musica e l'arte in generale. Ihor Doonenko era un ingegnere ucraino emigrato in Italia con la moglie e morto a Napoli nel gennaio 2015, battendo la testa sulle scale di Calata San Francesco, mentre in compagnia di un collega si recava a eseguire un sopralluogo per un lavoro edile. Il 44enne fu abbandonato su quelle scale in un lago di sangue.dalla persona che lo accompagnava, poiché era stato assunto senza fargli firmare un regolare contratto. Ci vollero molte ore per identificarne il cadavere e avvisare la moglie. «È una questione molto seria quella del lavoro nero e dello sfruttamento degli immigrati. So che c'è stata un’interrogazione parlamentare, poi non so come sia andata a finire. Ma credo che la famiglia di Ihor Dolonenko debba essere tutelata e risarcita.
 
Cosa bolle in pentola per il futuro? Ci sono appuntamenti live ? 
 
La pentola è bella calda e mi sento solo di dire che al momento mi interessa solo preparare una bella presentazione del disco, magari in un contesto affascinante. Ci sto già incominciando a lavorare ma al momento mentre ti sto rispondendo, ho le cuffie e sto riascoltando i missaggi dell'ottimo Corrado Taglialatela. 
A breve ne saprete di più, promesso.