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Palopoli- Forlani di nuovo insieme per un jazz made in Naples dal respiro internazionale

 News pubblicata il 25/12/2017
Presentato a Napoli, nella cornice della Casina Pompeiana, inserita nel meraviglioso contesto della Villa Comunale (ispirata ai giardini francesi con lunghi viali paralleli ornati di statue e fontane) realizzata da Carlo Vanvitelli) il nuovo disco dei jazzisti Paolo Palopoli e Sergio Forlani che, dopo 3 dischi insieme hanno intrapreso percorsi diversi per poi ritornare a suonare di nuovo insieme in questo progetto nuovo di zecca dal titolo “Back on the ground” ( etichetta Full Heads). Un ritorno alle origini, un voler riproporre quella sintonia dei dischi precedenti e di un’amicizia che va oltre la musica, questo si percepisce nell’ascolto dei brani, articolati, variegati e ben armonizzati che rendono il fluire del disco piacevole e mai stancante complice anche la matrice mediterranea che permea il percorso dei due musicisti che si avvalgono di prestigiosi musicisti come Daniele Scannapieco al Sax e Gianfranco Campagnoli alla Tromba . A questi si uniscono il trombone di Raffaele Carotenuto, docente al Conservatorio di Salerno e Rocco Di Maiolo, uno dei sassofonisti più dotati in Italia, che oltre alle numerose apparizioni televisive, ha suonato in tutte le rassegne più importanti del panorama italiano. Alla voce Emilia Zamuner che per la presentazione live è stata sostituita da un’eccellente Valentina Ranalli. La ritmica è affidata a Aldo Vigorito e Salvatore Ponte (contrabbasso), Enrico Del Gaudio e Domenico Benvenuto (batteria) e Salvatore Zanella (percussioni).
Come dicevamo un disco che è un voler ritornare ad una complicità antica quella dei due musicisti che si raccontano in questa intervista in occasione della presentazione live del disco che è stata un modo per augurarsi Buon Natale a suon di Jazz.

 

 

 
La vita è l'arte dell'incontro diceva qualcuno, Forlani/ Popoli un incontro di vita e di musica. Quale ha preceduto l'altro? Raccontate ognuno la vostra sensazione e i vostri ricordi legati a questo incontro.

 
Palopoli: Il nostro incontro risale a tanti anni fa, ed è stato prima un incontro musicale, Sergio mi telefonò per entrare a far parte di un gruppo che suonava i brani di Pat Metheny, di cui io ero un grande conoscitore e da li è partito un sodalizio artistico che va avanti da ventenni. Per me quell'incontro fu molto bello perché potevo suonare con musicisti che condividevano la mia stessa passione. Mi ricordo le prime serate nei locali, io ero proprio giovane, ma avevo tanta voglia di crescere e di misurarmi anche con brano difficili. Poi il ricordo più bello risale al nostro primo disco, che poi fu anche il mio primo disco registrato nel 2002. Era un sogno che si realizza, scrivemmo dei brani e trovammo subito una grande affinità. Io stimo molto Sergio è un compositore molto bravo, scrive delle melodie bellissime.
Forlani: L'incontro tra me e Paolo nel 1998 è stato un incontro di musica prima che di vita. L'ho contattato perchè in quel momento il chitarrista che suonava con me nel Patsimile group(band che proponeva in giro i brani del Pat Metheny group) non se la sentì di proseguire quel percorso musicale. Paolo che proprio in quel periodo si era avvicinato allo stile di Pat Metheny fu subito entusiasta dell'invito e da allora è iniziato il nostro sodalizio artistico e successivamente anche umano.

Il vostro nuovo album segna un ritorno alle origini, ma cosa portate delle vostre singole esperienza di quello che avete vissuto in questi anni?

Palopoli: Portiamo un bagaglio di esperienze, fatto di concerti, dischi, esperienze all'estero e tanto studio. Io personalmente ho attraversato tante fasi artistiche mantenendo sempre una coerenza di base, e tentando di avere una certa l'onestà intellettuale. Quando suoni devi dire sempre la verità, la tua verità, non puoi comporre un brano perché lo costruisci a tavolino, interpretando, magari, la volontà delle masse, quelli sono fenomeni commerciali che funzionano sopratutto nella musica pop, nel jazz spesso sei senza rete, devi mettere a nudo la tua anima, scavare nel profondo e cacciare fuori quello che hai da dire; se non hai nulla da dire meglio tacere, ma se invece senti di dover esprimere delle emozioni, bisogna farlo fino in fondo senza paura del giudizio degli altri, non potrai mai piacere a tutti, ma quelli a cui piacerai saranno entrati nella tua poetica.
Forlani: In Back on the Ground personalmente, oltre che l'ascolto di oltre 40 anni di svariati generi musicali tra cui ovviamente jazz, jazz-rock e fusion, ho portato il sound ECM e quello GRP oltre alle esperienze etno-jazz maturate tra 2007 e 2010 con gli album Armodia Etnica ed Etnodie entrambi co-prodotti assieme a Paolo.

In questo lavoro ci sono collaborazioni con tanti nomi della scena musicale partenopea. Come scegliete chi suonerà con voi?

 
Palopoli: I Musicisti li scegliamo in base all' affinità artistica con il progetto che andiamo a realizzare, e poi ovviamente anche con il feeling umano che si viene a creare. Ultimamente sto adottando un metodo molto semplice, sto suonando con le persone che mi fanno stare bene, che mi danno energia positiva. Quando suono mi dicono spesso che sono sorridente, per me è una condizione fondamentale per fare della buona musica, e non potrei scegliere dei compagni di avventura che non fossero sulla stessa lunghezza d'onda.
Forlani: La scelta dei musicisti con cui collaborare è strettamente legata alla loro sensibilità nell'esprimersi con il proprio strumento e nelle affinità artistiche che spesso intercorrono tra noi

 
Cosa ascoltate quando non siete in sala o impegnati nei live? Regalateci una playlist di 5 brani da ascoltare con voi!

 
Palopoli: Che bella domanda difficile non c'è una unica playlist! Questa domanda mi ricorda il libro di Nick Hornby "Alta Fedeltà" riletto ultimamente dove c'era una playlist per ogni occasione. Facciamo così ti dico i 5 brani che non dal repertorio strettamente jazz, che però ogni volta che ascolto mi corre sempre un brivido lungo la schiena:
Something Within Me dei Take 6  nel disco So Much 2 Say
At The Mambo Inn Versione di Geroge Benson nel disco Tenderly
The Longest Summer di Pat Metheny nel disco Secret Story
Nun ce sta piacere di Pino Daniele nel disco Vai Mò
Lately/overjoy/ribbon in the sky di Stevie Wonder (Ho imbrogliato, ma sono a pari merito)
Forlani: Per i miei 5 dischi preferiti indico: Heavy Weather - Weather Report, My Song - Keith Jarrett, First Circle - Pat Metheny Group, Blue Hat - Yellowjackets, Seven days of falling - Esbjorn Svensson trio.