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Live@Rockol: Andrea Nardinocchi, 'tra un dj-set e un concerto pop'

 News pubblicata il 24/09/2012
 Un cantautore 2.0, tra avanzata strumentazione digitale a melodie proprie della canzone classica italiana, tra la staticità di un computer e la flessuosità di un corpo che danza c'è lui, Andrea Nardinocchi. 26 anni, bolognese con un passato dedito alla passione per il basket - ma solo "fino a quando mi ha divertito" come ha specificato lui - il giovane artista è passato a trovarci in redazione, pochi giorni fa:  "A 18 anni ho deciso di smettere con il basket così ho dovuto cercare qualcosa in cui impegnare le mie energie. Ho provato a cantare, per pura curiosità, poi mi sono appassionato". Fin qui tutto nella norma, verrebbe da dire, se non fosse per alcuni piccoli dettagli: una loopstation, tanto per cominciare, che permette ad Andrea di registrare e riprodurre brevi frasi musicali; l'auto-campionamento della voce grazie al quale lui scrive e compone le proprie canzoni, riuscendo anche a giocare con il beatbox, un'abilità che forse Andrea ha sviluppato (oltre che per passione) per sopperire a un'altra mancanza: "Non so suonare alcuno strumento, né il piano né la chitarra. Il Looper è il primo vero oggetto che ho cercato di utilizzare per imparare a far musica. Mi ha appassionato subito, poi ho studiato su un software di editing, perché ho capito fin dal principio che è meglio sapersi arrangiare da soli".
Lo scorso 31 agosto Andrea ha pubblicato il suo primo singolo, battezzato "Un posto per me" e che l'artista ha suonato dal vivo nei nostri uffici. Non prima di averci regalato una sua versione di "Hide & seek", brano che Imogen Heap diede alla stampe nel 2005.
Seppur indefinibile, lo stile musicale di Nardinocchi potrebbe essere sintetizzato in un concetto, quello di "mash-up", della miscela di due o più brani già noti e riconoscibili che, assemblati e mischiati, creano qualcosa di nuovo. L'orientamento del progetto è tutto esterofilo, in effetti, sopratutto perché l'idea originaria -  o meglio, quella dalla quale Andrea ha preso spunto - arriva dalla Francia, per la precisione da Nantes, città che ha dato i natali a Madeo, il produttore diciottenne autore di 'Pop culture', un mix di ben 39 canzoni della durata di 3 minuti: " Da lui ho preso spunto per tentare di uscire dagli schemi, più o meno partendo da quello che c'è già c'è. Ma anche da un'impressione, da una frase o da un suono che mi colpisce particolarmente. Tutto può essere fonte di ispirazione per creare una canzone che, tra l'altro, arriva sempre all'improvviso. Ci sono momenti che sento che mi sta arrivando un pezzo e tutto si compone insieme nella mia mente". 
Sia che si tratti di cover sia che si tratti di brani inediti, ciò che non deve mai mancare in un pezzo firmato Andrea Nardinocchi è "la passione che mi trasporta ogni volta che lo riascolto. Generalmente mi viene sempre da piangere quando suono qualcosa. Ho capito che le cose interessanti nascono solo quando ci si estranea dal tentativo di progettare il futuro. Non voglio chiedermi cosa ne sarà di tutto questo, cosa diventerà, a cosa mi porterà o come potrà essere accolto dal pubblico italiano. Ho ancora molte cose da parte, ma ancora non ho deciso cosa farne, come, quando finirle o se inserirle in un intero album. Per ora è così".