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Il cantautore pianista Giuseppe Russo racconta la sua musica

 News pubblicata il 14/01/2019
 


 E' online il videoclip dell’ultimo singolo del cantautore- pianista campano Giuseppe Russo, dal titolo “Raccontami”, prodotto dal chitarrista Sebastiano Esposito che ne ha curato gli arrangiamenti. https://www.youtube.com/watch?v=G3ANSdHndSQ
"Raccontami" è un brano fresco che parla d’amore, senza orpelli, con la naturalezza e spensieratezza tipicamente giovanile, senza sovrastrutture, un brano che si fa cantare e infonde ottimismo e buon umore. Fruibile, il ritornello entra subito e si lascia cantare con semplicità, diventando così un brano-tormentone,  non di quelli struggenti e strappalacrime, ma un nuovo manifesto di un amore che va vissuto con il sorriso sulle labbra, che sa di giornate trascorse mano nella mano, alla ricerca di nuove avventure da condividere. Giuseppe Russo, forte dell’insegnamento dei grandi maestri della canzone d’autore contemporanea napoletana come Pino Daniele, Nino Buonocore, Eduardo De Crescenzo, sa incastrare frasi in italiano con quelle in napoletano, in armonia perfetta, che costruiscono la poesia dei suoi brani. Ma conosciamo meglio il pensiero e la storia di questo giovane musicista attraverso una chiacchierata in attesa dei suoi prossimi progetti. Ecco come si è raccontato a noi di Cheyenne Radio Sound.
 
Raccontami è il tuo ultimo singolo. Parla d'amore, un amore pulito senza sovrastrutture, lo descrivi come un concetto semplice e soprattutto lo racconti con passeggiate mano nella mano e sguardi ricambiati. Tu sei giovanissimo e nell'era di internet, questo sentimento sembra andare in altre direzioni. Cosa pensi dell'amore ai tempi del web?
 
Sembra che con l’arrivo di internet i modi di approcciare si siano un po’ modificati. Sostanzialmente oggi puoi scrivere a chiunque pur senza conoscere. Certe cose sono diventate molto più scontate, per certi versi più appiattite.
Nonostante questo voglio sperare che i sentimenti non cambino, e che saranno pur sempre quelli a dominare
.
 
Le tue sonorità sono molto vicine a quelle del grande Pino Daniele, di cui in questi giorni ricorre il triste anniversario della sua scomparsa. Come hai appreso quella triste notizia? C'eri anche tu in piazza in quella sorta di flash mob spontaneo in cui tutti  commossi cantarono le sue canzoni?
 
Si, sono accorso lì appena saputo del flashmob e a dire la verità è stata l’unica manifestazione alla quale ho partecipato per rendendogli omaggio. Il mio unico desiderio era quello di ascoltare un po’ della sua anima distribuirsi in quel momento di dolore in ognuno dei presenti. È stato davvero molto intenso.
 
La canzone napoletana. Dove sta andando secondo te? Cosa ne pensi di questa apertura verso il rap prima e poi la trap? Perché la canzone napoletana anche se è rinomata nel mondo, non riesce ad imporsi del tutto sul mercato nazionale?
 
La canzone napoletana non ha alcun bisogno di imporsi nelle classifiche sarebbe riduttivo, quello è un linguaggio senza tempo, non va di moda, ne’ passa di moda. Volendo fare un paragone con l’America potrebbero essere considerati i nostri “StandardJazz”. La scena rap partenopea mi piace molto, è vera! Trap un po’ meno per certi argomenti, ma sono gusti.
 
 
Sei al terzo singolo. Cosa bolle in pentola per il prossimo futuro?
 
Beh senz’altro la prospettiva è proiettata ad un disco. Al momento sono concentrato nella ricerca sonora provando di mescolare stili, armonie e ritmi che hanno caratterizzato fin ora il mio percorso artistico. Ci sarà da impegnarsi duramente i prossimi mesi ma sono molto fiducioso.